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IL FREESTYLER





IL FREESTYLER

 

Non serve sapere molto del frisbee freestyle,per amarlo. Basta guardarlo. Potrei darvi indirizzi,e-mail,sigle di siti,numeri di cellulari: potreste quindi contattare qualche giocatore in giro per il mondo: Los Angeles, Seattle, Tel Aviv Stoccolma, Roma, Rimini, Oslo, Milano, Parigi, Amsterdam. Sarebbero sempre molto gentili,vi inviterebbero a raggiungerli sulla riva dell’oceano Pacifico, Indiano, Sulle rive di un lago,al centro di un parco…Vi parlerebbero di allenamento,di unghie finte,di silicone. Vi farebbero provare la sensazione di un frisbee, un lancio,vi insegnerebbero una presa.

Ma no,non è così che dovrete conoscere un freestyler: il modo migliore è camminare. Andate,d’inverno,sulla riva del mare,in parco,lungo la Senna nel centro di Hide Park,sulla spiaggia di Los Angeles. Passeggiate con il vostro cane,lui ne sarà felice,voi potrete parlare con un compagno,o raccogliere qualche conchiglia. Potete portarvi dietro un walkman,ma vi consiglio di ascoltare il mare,o il rumore delle foglie,o quello attutito del traffico,che,qui dove siete è solo un rumore sordo,in lontananza. Prima o poi vi imbatterete in un freestyler. Normalmente è solo. Ha un frisbee in mano. Uno zaino,per terra massimo uno stereo. Se avrete fortuna il vento sarà teso,ma non fastidioso,verrà dal mare e non dal monte,nel parco sarete in una radura,un po’ aperta. Probabilmente vi colpirà innanzi tutto il fatto che è con una maglietta quando voi avrete almeno un piumino. Suderà,mentre voi avrete freddo con i guanti e una sciarpa.

Il freestyler guarderà verso il vento. Starà fermo,qualche secondo. Magari,pulirà il frisbee con un angolo della maglietta,al massimo con un piccolo straccio. Potrebbe anche spruzzarvi sopra del silicone (gli servirà perché il frisbee sia liscio,non abbia attrito). Poi,ecco,il freestyler prenderà il frisbee e gli imprimerà un forte giro. Vi farà un attimo paura: vi darà la sensazione che stia lanciandovelo addosso. Ma non è così. Il frisbee si ferma,all’altezza del petto del freestyler,che lo prenderà sull’unghia ,in equilibrio. Ecco,fermatevi,adesso. Un po’ lontano da lui per non entrare nel suo cono di gioco: ma adesso non vi vedrà. E’ concentrato. (Il frisbee si alza,impercettibilmente: il freestyler ruota su se stesso,da un colpo con il palmo dalla mano al frisbee ,che è rimasto sospeso ,come in attesa: ora l’attrezzo si allontana,prende il vento,il tempo per il giocatore di alzarsi,un’altra piroetta,ed un’altra ancora,il frisbee è fermo,davanti a lui,che lo supera con una gamba,poi un’altra,poi con l’altra,come se non avesse peso. Il frisbee viene catturato dal giocatore ,mentre fa una verticale,e sembra impossibile,ecco,impossibile che possa succedere). L’esercizio è finito. Il freestyler appoggerà le mani sulle ginocchia,per prendere respiro. Si alzerà ancora,ed ancora volterà il viso contro il vento. Sembrerà annusarlo. E’ un codice tutto suo. Riprenderà il frisbee nella stessa posizione,e ripeterà i movimenti,pulire,strofinare,impugnare,girare. Giocare. Probabilmente,sarà lontano dallo zaino e dallo stereo. Senza accorgersene si allontanerà dalla sua posizione,rincorrendo (giro,volteggio,calcio,salto) il vento,e i suoi pensieri. Quando tornerà,lentamente verso le sue cose,sarà il momento di avvicinarlo. Si siederà e vi parlerà. Di un mondo fatto di frisbee,amici lontano migliaia di chilometri che giornalmente “sente” via e-mail,racconti di tornei in Austria,America,Italia. Vi parlerà anche di qualche sito,dove trovare informazioni,vi farà vedere,magari,un giornalino sull’argomento. Non vi parlerà di lui direttamente. E quasi certamente,non vi dirà che è il Campione del Mondo,quello che,con il frisbee ha vinto tutto. Non ve lo dirà,perché non è quello,che gli interessa. Ma catturare il frisbee dopo 6 giri,ed il giro contrario,ecco,quello che gli interessa. Fare “quell’esercizio” che prova da due anni. Se per arrivarci,ha fatto un percorso che lo ha reso il migliore,è solo un “di più”. Ma non è per quello che si dichiarerà “un freestyler”.









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Pubblicato su: 2008-07-19 (1106 letture)

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